Grissini fatti in casa

grissini fatti in casa

Avete presente quando andate al ristorante e sulla tavola apparecchiata trovate una confezione di grissini torinesi per ogni commensale? Vi sarà capitato per forza, almeno una volta. A noi è capitato in innumerevoli occasioni, soprattutto se i ristoranti sono di tipo turistico. Confezioni igieniche, che mantengono solitamente la fragranza o la croccantezza dei grissini e che di solito si consumano nell’attesa di ordinare o venire serviti.
Poi invece, molto più occasionalmente, capita che in alcuni ristoranti, al posto delle confezioni sigillate, portino dei grissini sfusi, fatti a mano o comunque tali all’aspetto. Il più delle volte, se ci sono i grissini sfusi, c’è anche il pane artigianale autoprodotto dal ristorante.
Bene. Sembra vi sia una correlazione fra la presenza dei grissini artigianali ed il fatto che il conto della cena sia più caro di quello che normalmente capita di pagare in un ristorante con i grissini confezionati…
Scherzi a parte, la presenza di pane e/o grissini artigianali è ormai una delle caratteristiche che per noi differenzia un “buon” ristorante da uno anche solo “normale”, prima ancora di aver letto il menu o assaggiato la cucina. Il secondo indizio di un “buon” ristorante è l’assenza, sul menu, di piatti contenenti la parola “panna” nella descrizione o nella lista degli ingredienti… ma di questo semmai se ne parlerà un’altra volta.
Torniamo ai grissini.
Ci è capitato più di una volta, dopo aver assaggiato i grissini artigianali, di pensare “eppure qualche volta potremmo provare a farli anche noi, non devono essere difficilissimi“, solo che l’appunto mentale preso prima di cominciare la cena, alla fine della serata andava invariabilmente perduto. Per questo motivo sono occorsi mesi prima che provassimo finalmente a cimentarci con i grissini da ristorante “buono”.
L’occasione è stata la cena di fine anno a casa di amici, organizzata saggiamente come un porta-party e per la quale ci era stato espressamente richiesto di presentarci con qualcosa in grado di stupire gli altri commensali. In realtà l’amico si riferiva ad uno dei giochini da gastronomia molecolare che è possibile fare con la maltodestrina, ma noi abbiamo colto l’occasione per stupire anche dal lato estetico. Se l’impressione positiva che i grissini artigianali forniscono quando si va al ristorante è basata anche su una percezione estetica, allora cosa impedisce agli stessi di essere in grado di impreziosire anche una cena porta-party?
Niente, per l’appunto. Infatti hanno funzionato. Posizionati in un vaso da fiori di cristallo al centro della tavola hanno stupito piacevolmente i nostri amici al pari degli gnocchetti di olio al mandarino e della nutella in polvere che abbiamo portato come piccole provocazioni basate sullo stravolgimento delle consistenze. Per fortuna, le vere portate della cena le avevano preparate gli altri invitati (fra cui merita menzione un favoloso spezzatino di maiale alle prugne)…
E veniamo alla ricetta. Dopo la solita ricerca in rete, l’occhio ci è caduto sui grissini fotografati in maniera egregia nella ricetta di Karen’s Kitchen Stories. Purtroppo però, non potendo utilizzare né parmigiano nè aglio né pepe né tabasco (a causa delle nostre ed altrui idiosincrasie gastronomiche) alla fine dal sito in questione abbiamo solo rubato l’idea di aggiungere erbe aromatiche e, soprattutto, la tecnica di utilizzare la macchina della pasta per tagliare i grissini nella loro forma sottile ed allungata.

grissini fatti in casa
La ricetta dell’impasto è quella delle sorelle Simili che potete trovare su ginger and tomato o, se volete anche il video, sul sempre disponibile GialloZafferano. Piccola digressione su quest’ultimo sito: sebbene sia a volte considerato dai foodblogger e dai gastrofili il primo sito da non-consultare quando si cercano ricette in rete, la verità è che la quantità (e qualità) di video e foto-ricette messe a disposizione degli utenti italiani di internet, affiancate alla straordinaria capacità tecnica dei curatori di saper manipolare i SEO in modo da comparire sempre ai primi posti nei motori di ricerca, ne fanno una delle poche realtà di successo della rete genuinamente Made in Italy di cui dovremmo andare fieri.
Ma dicevamo dell’impasto. Dopo aver mescolato gli ingredienti e lasciato lievitare l’impasto lo abbiamo diviso in 8 pezzi (prima in due, poi ogni metà divisa in due e ogni quarto ancora diviso in due) che, dopo aver leggermente infarinato, abbiamo passato nella macchina della pasta tirandola a sfoglia con un passaggio coi rulli regolati a settaggio 1 e poi a 2 (dove uno è il più largo e poi via via più sottile fino a 6 o 7, di solito). Questa sorta di lasagna non troppo sottile l’abbiamo poi passata nuovamente nella macchina, questa volta però usando la trafila per le tagliatelle, ottenendo delle strisce o nastrini.

grissini fatti in casa

Separati e disposti sulla griglia coperta da un foglio di carta forno, li abbiamo infornati a 190 °C controllandoli a vista per circa 10 minuti e togliendoli non appena raggiunta una doratura soddisfacente. Nonostante l’uso della trafila, i grissini sono venuti uno diverso dall’altro ma tutti abbastanza omogenei come spessore. Inutile dire che così sottili non saremmo mai riusciti a farli, a mano libera.
Croccanti, friabili e piacevoli da sgranocchiare, vanno consumati subito, entro qualche ora, per evitare che assorbano umidità e perdano fragranza.

grissini fatti in casa

Grissini fatti in casa
 
Ingredienti
  • 500gr farina 00
  • 250-280 ml acqua tiepida
  • 15gr lievito di birra
  • 10gr sale
  • 50gr olio extravergine di oliva
  • un cucchiaio di erbe aromatiche tritate (timo, rosmarino, salvia etc)
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo
  • farina di semola di grano duro
Istruzioni
  1. Preparate lo starter del lievito mescolando un paio di cucchiai di acqua tiepida (dei 250 ml) con il lievito di birra e il malto. Dopo pochi minuti il lievito si attiverà e comincerà a produrre schiuma.
  2. Sciogliete il sale nella rimanente acqua e versateci dentro anche i 50ml di olio. Inutile mescolare, l'olio andrà a galla. E' normale.
  3. Versate nella ciotola dell'impastatrice la farina, le erbe tritate e lo starter col lievito.
  4. Fate partire l'impastatrice col gancio a foglia a bassa velocità e versate la miscela di acqua salata e olio un poco alla volta
  5. Lasciate andare la macchina per una decina di minuti fino a quando l'impasto non è liscio ed omogeneo
  6. Staccate l'impasto dalla ciotola, dategli una forma tonda lavorandolo se necessario e poggiatelo su una teglia, su carta forno spolverata di semola.
  7. Copritelo, senza serrare, con un foglio di pellicola e trasferite il tutto in forno a modalità lievitazione (oppure lo la sola luce accesa). In alternativa spennellate di olio, cospargete di semola e tralasciate la pellicola. L'importante è che la pasta non si asciughi in superficie durante la lievitazione.
  8. Quando il volume sarà raddoppiato, dopo un paio di ore, togliete la pellicola ridate forma all'impasto e poi dividetelo in 8 pezzi.
  9. accendete il forno a 190°C
  10. Passate ogni pezzo, leggermente infarinato di semola, tra i rulli della macchina della pasta. Prima al settaggio più largo, poi stringete di uno scatto e tirate la sfoglia.
  11. Passate ogni sfoglia nella trafila per tagliatelle della macchina della pasta ed otterrete un fascio di nastri piatti e lunghi circa 35/40 cm che dovrete separare uno per uno ed adagiare sulla griglia del formo sul quale avrete posizionato un foglio di carta-forno
  12. Se i nastri risultassero più lunghi della griglia, tagliateli a misura
  13. infornate la griglia coi grissini per circa dieci minuti
  14. Controllate a vista la cottura. Poiché sono molto sottili potrebbero passare da dorati a bruciati in pochi secondi.
  15. Toglieteli dal forno e lasciateli raffreddare su una grata. Noterete che i nastri sono diventati cilindrici gonfiando nel forno.
  16. Consumateli il prima possibile.


2 thoughts on “Grissini fatti in casa

  1. Ciao,
    Bell’articolo anche questo… Praticamente questa sera mi avete accompagnato fino a tarda notte e domani starò tutto il giorno in cucina a provare le vostre ricette… Una sola curiosità: cosa vuol dire e a cosa serve “preparare lo starter del lievito”?!

    • ciao. Lo starter è il modo per attivare rapidamente il lievito di birra. Quello in cubetti è solitamente già attivo, mentre le versioni disidratate necessitano di essere attivate con acqua e un qualche tipo di zucchero. E` anche un modo per vedere se il lievito è ancora vivo: se fa le bolle, ovvero produce anidride carbonica, significa che sta bene. Se non accade nulla, con tutta probabilità è morto.