L’ortotorto

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Da un paio di settimane c’è stato un nuovo arrivo in casa dei Ladri. Cioè, non è proprio in casa, ma nelle immediate vicinanze. Da un paio di settimane siamo diventati genitori adottivi di un bellissimo orto. Che ancora proprio bello non è. Ma si sa, ogni scarrafone è bello a mamma soia. E a noi il nostro orticello pare bellissimo. Ma andiamo con ordine. Un pomeriggio di qualche mese fa, io ed IP, sulla strada di casa, siamo stati attratti da un cartello che parlava di un progetto di orti urbani condivisi: una cosa alla quale pensavamo da tempo. E così abbiamo telefonato per capirne di più. E dall’altro capo del telefono ci hanno spiegato che “si, sa ancora ci stiamo organizzando. Ma, vediamo, vi faremo sapere”. Con le pive nel sacco,ce ne siamo tornati a casa pensando: “Vabbè, la solita cosa che non si farà mai”.

Ma IP, che quando si mette in testa una cosa, guai a fermarlo, qualche settimana dopo è tornato all’attacco. E così un giorno torna a casa e mi dice: “siamo in lista d’attesa?”. Ed io:”Ah si? Dal medico? Stai male?”. Lui mi guarda serio e aggiunge: “Per l’orto. Siamo in lista d’attesa per l’orto. I primi appezzamenti sono già finiti ma ne creeranno altri e ci chiameranno”.

Cioè, non so se è chiaro: gli orti hanno avuto talmente tanto successo che sono andati a ruba ed è stato necessario creare una lista d’attesa. E poi dicono che qui al sud non abbiamo voglia di far niente…

Insomma, nel giro di un mesetto arriva la tanto attesa telefonata di consegna dell’orto e così, un paio di sabati mattina fa, eccitatissimi, siamo andati a scegliere il nostro orto e prenderne possesso, manco fossimo Tom Cruise e Nicole Kidman in Cuori ribelli.

Da allora, ogni fine settimana è dedicato all’orto. Ribattezzato quasi immediatamente Ortotorto a causa di una lotta impari che sin da subito IP ha dovuto ingaggiare con le radici di un tronco sparse in almeno un quarto dei nostri cinquanta metri quadrati di ottimo terriccio. E poi perché non si riesce a tirare una linea dritta che sia una!

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le radici estirpate

Sorvolo sulle disavventure, tipo espiantare piantine messe a dimora frettolosamente nel posto sbagliato perché, del resto, l’ho detto che siamo agricoltori del weekend. Ma, a nostra difesa, posso dire che da quando ci è stato consegnato l’orticello, abbiamo cominciato a studiare per essere contadini consapevoli. Tutorial, spiegazioni di chiunque abbia più esperienza di noi e soprattutto l’aiuto di un agronomo che l’associazione “Gli Orti delle Fate” che ha creato questo bel progetto, ci mette a disposizione una volta a settimana.

Insomma, ad oggi, il terreno è stato pulito, dissodato, abbiamo fatto i solchi nei quali piantare semi e piantine e adesso le curiamo sperando che il nostro amore colmi le nostre immense lacune agricole.

Tra qualche mese le concimeremo con il compost che abbiamo ripreso a fare sul nostro balcone di casa e, se saremo fortunati, e se i maledetti piccioni smetteranno di ronzare intorno alle nostre piantine, tra tre mesi raccoglieremo cipolle, finocchi, broccoli, scarola, spinaci, cime di rapa, porri, prezzemolo, radicchio, fave e piselli.

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semi di piselli

Ma già è incredibile come sia cambiata la nostra percezione di alcune cose che prima, invece, facevano parte dell’ordinario. Innanzitutto il tempo, nel senso di quello atmosferico. Sapere se pioverà, ovviamente, è diventato importantissimo nella dinamica dell’organizzazione settimanale di tutti e tre, io, IP  e l’ortotorto. E ci sono giorni in cui, anche per cinque minuti, DEVO assolutamente andare ad osservare  la natura che fa il suo corso.

Non sono tutte rose e fiori, credo lo sappiate già. Soprattutto dopo il primo weekend di zappa e vanga, siamo tornati a casa doloranti. Ma ho scoperto di avere ancora vivi muscoli che credevo persi per sempre. E poi il tempo, nel senso delle ore che passano. Quando andiamo nell’orto stiamo così bene che il tempo vola.

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Abbiamo già conosciuto tutti i nostri vicini di orto, quelli confinanti col nostro terreno, ed è tutto uno scambiarsi impressioni, timori, piccole dritte imparate dagli errori. Non sappiamo quanto di buono riusciremo a portate a casa. Ma comunque andrà, per noi è già un successo.


2 thoughts on “L’ortotorto

  1. In bocca al lupo per la vostra nuova, entusiasmante avventura! Tornerò in primavera, come le rondini, e spero di assaggiare le primizie del vostro orto 🙂