Un weekend gastronomico a Palermo

Mondello

Ci abbiamo messo un po’ prima di deciderci a scrivere questo post. Un po’ per colpa del rapporto spesso conflittuale che ho con questa città. Un po’ perché c’è sempre un posto da provare o uno da rivedere prima di pensare di stilare una lista. Ma settembre è un periodo perfetto per visitare Palermo. Il clima è più morbido, il cielo terso e andarsene in giro diventa un piacere. Così abbiamo pensato che fosse il momento giusto per proporvi la città dal nostro punto di vista che – ormai sarà abbastanza chiaro – è quello di due che amano andarsene in giro a scoprire cose buone da mangiare a da bere. Non aspettatevi monumenti, itinerari storici o culturali. Qui oggi si parla solo di cibo e di un paio di giorni da trascorrere a Palermo alla scoperta di cose buone da gustare.

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la lunetta

Iniziamo dalla colazione. Quando io e IP vogliamo regalarci una colazione diversa dal solito, la strada è una sola e ci porta dritti dritti al bancone della Pasticceria Matranga (via Cesareo 38 – tel. 091 306869). Il nostro obiettivo sono le lunette, deliziose mezze lune di sfoglia disponibili con vari ripieni, crema, pistacchio, ricotta, pere e noci, crema di riso e le nostre preferite, quelle al gelo di melone con questa farcitura morbida e avvolgente che fa da perfetto contrappunto alla croccantezza caramellata della sfoglia. Ma se fate parte di quelli che la mattina appena alzati preferiscono il salato – ma come fate?! – da Matranga trovate anche delle ottime arancine.

panelle

panino con panelle

Chi bazzica un po’ in rete e legge di gastronomia, saprà che Palermo vanta un invidiabile primato, quello di quinta città al mondo per lo street food. Ora, non è che qui ogni giorno noi ci rimpinziamo di questo genere di cibo ma, se venite a trascorrere un weekend in città, non potete esimervi dal provare il panino con le panelle di Franco U Vastiddaru  (corso Vittorio Emanuele 102 tel. 091325987), a nostro giudizio uno dei migliori che possiate trovare in città. Le panelle sono fatte con farina di ceci, acqua e sale e poi vengono fritte e servite all’interno di un panino se volete fare uno spuntino sostanzioso o anche un pranzo, oppure potete assaggiarle da sole come snack o antipasto. Se optate per il panino, potete scegliere se metterci dentro anche le crocchè di patate (che qui chiamiamo cazzilli) o meno. Ci dicono che ‘nni Francu sia buono anche il panino con la milza, altra specialità locale. Ma su questo posso solo riferirvi rumors, dato che la milza non rientra proprio tra le cose che preferisco.

ferro di cavallo

Se il panino con le panelle rappresenta solo lo spuntino di metà mattina, allora è il caso di affrontare anche la questione pranzo. E per il pranzo ci sono diverse possibilità a costi contenuti. La prima è la Trattoria Ferro di Cavallo (via Venezia 20 – tel. 091.331835) a due passi dal teatro Biondo. Qui il menu è un festival di piatti tipici palermitani alcuni dei quali cucinati ancora secondo tradizione, come ad esempio la pasta con la glassa (dal francese glace, ovvero il sugo di carne). Buona anche la pasta con le sarde e poi secondi di carne o pesce a vostra scelta. Il posto è sempre affollato sia a pranzo sia a cena. Dunque sappiatevi regolare.

basile

Un’altra possibilità ma con minore scelta di piatti è la L’antica Focacceria del Massimo, meglio nota come Trattoria Basile (via Bara all’Olivella 76 – tel. 091 335628). Questo posticino nel vicolo che affaccia sul teatro Massimo, per me e IP è una specie di mensa aziendale nella quale rifugiarci nella pausa pranzo perché, ancora oggi, dopo anni che lo frequentiamo, mantiene un buon rapporto qualità-prezzo. Ogni giorno c’è la possibilità di scegliere fra una buona quantità di antipasti, tre o quattro primi piatti e qualche secondo di carne o pesce. Il posto è molto frequentato soprattutto da quando è finito su tutte le guide e a studenti e lavoratori si sono uniti i turisti italiani e stranieri. Ma se vi armate di un po’ di pazienza e non fate gli schizzinosi sul servizio ai tavoli – che non è previsto – vi assicuriamo che potrete mangiare un abbondante piatto di pasta ben condito a 2.50 euro. E’ aperto solo a pranzo.

granite

Mentre voi fate quattro passi che vi aiutano a digerire, noi riflettiamo su cosa offrirvi per merenda. E una bella rinfrescante granita ci sembra una buona soluzione. Ora, che a Palermo le granite non le sappia fare quasi nessuno è cosa risaputa. La tradizione delle granite è appannaggio della Sicilia orientale e non possiamo farci nulla. Ma ci sono un paio di posti in città che meritano una sosta. Uno di questi è la Gelateria Yoghi (viale Croce Rossa, 177). Non è proprio nel centro turistico della città, ma con il bus 101 che attraversa gli assi centrali, arrivate quasi davanti all’ingresso. Le loro granite sono buone perché fatte alla messinese, come loro stessi ci tengono ad evidenziare. Lisce o con panna e brioches, a voi la scelta.

Per l’aperitivo torniamo in centro per proporvi Tredici tapas Bar (via Mariano Stabile, 47 –   tel. 091 783 3352). C’è una discreta scelta di cocktail, vini e birre da accompagnare con delle tapas che potete scegliere tra le 14 (lo so, il posto si chiama 13 tapas…) in carta. Le tapas si pagano a parte ma sono molto meglio degli stantii tranci di pizza ridotti in quadratini che servono in molti altri posti. 

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Badalamenti Cucina e Bottega

Per cena vi consigliamo un posto che a noi piace molto. Si chiama Badalamenti Cucina e Bottega (via Galatea 55 – tel.091 450213). Ve ne abbiamo già parlato qui. Come lascia intuire il nome, questo locale è bottega e ristorante. L’ingresso tra i banchi di salumi e gli scaffali con i vini e in fondo al locale, senza soluzione di continuità, c’è il ristorante con dei solidi tavoli in legno. Pochi coperti, quanto basta per stare tranquilli. In carta piatti gustosi, equilibrati, con buone materie prime. Buona anche la scelta dei dolci. I prezzi non sono più quelli della trattoria, (qui siamo intorno ai 45 euro a persona) ma se volete concedervi una buona cena, questo è il posto giusto.

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la Vucciria di Dario Lo Verde

Il primo giorno è quasi finito ma se non siete ancora del tutto soddisfatti e vi manca il bicchiere della staffa, vi consigliamo un’esperienza ai confini della realtà. Ok, stiamo esagerando. Ma quello che abbiamo in mente è di rispedirvi dritti dritti nel centro storico di Palermo. La meta è il mercato della Vucciria che, sebbene ormai di giorno abbia perso gran parte del suo vecchio e decantato interesse, la sera si trasforma in un enorme banchetto all’aperto alla cui mensa è possibile mangiare di tutto. Ma noi siamo qui per bere, no? Allora fatevi largo tra la folla di via dei Maccheronai per raggiungere la Taverna Azzurra, un postaccio fumoso e pieno di gente fino a notte fonda, dove trovare una birra o un bicchiere di vino a prezzi popolarissimi e vivere il vostro quarto d’ora di movida palermitana.      

locale 

Se siete sopravvissuti alla prima intensa giornata, noi siamo pronti per proporvi un altro giro, un’altra corsa. E per la colazione questa volta vi portiamo alla pasticceria Oscar (via Migliaccio, 39 – tel. 091 6822381). L’unico problema di questo tempio del dolce è che non si serve nulla da bere. Niente caffè, cappuccini o tè, cosa che, per chi deve fare colazione, diciamolo, è un bel limite. Però i cornetti sono buoni, fragranti, fatti a mano ogni giorno e non decongelati e infornati come fanno ormai la maggior parte dei bar e meritano di essere assaggiati. E già che ci siete, date un’occhiata alla vetrina delle torte e diteci se non vi viene l’acquolina in bocca…

Se poi anche oggi invece volete andarci giù duro e cominciare a farvi del male dalla prima mattina, restate da Oscar per assaggiare l’arancina, carne o burro i grandi classici – oppure un altro re un po’ bistrattato della rosticceria palermitana: il calzone fritto. Il calzone fritto, cari amici, è una vera goduria ma forse nell’immaginario collettivo sarà considerato ben più peccaminoso di un’arancina, dato che di questa si parla spesso mentre sul calzone fritto c’è molta meno letteratura. Se invece chiedete a qualunque ragazzo palermitano cosa mangia la mattina alla ricreazione, la maggior parte vi risponderà: calzone fritto. L’impasto dei calzoni fritti è fatto con farina, acqua, strutto, zucchero, lievito e sale e sono riempiti con mozzarella e prosciutto. Qualcuno mette anche un po’ di pomodoro. Insomma, non potete non assaggiarli almeno per sapere di cosa stiamo parlando.

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panino di LeDop

Per pranzo vi consigliamo un buon panino, di quelli diversi dal solito, di quelli che i buongustai definirebbero un panino gourmet. Il posto si chiama LeDop (via Cesareo, 32 –  tel. 091 273 5175) e anche di questo vi avevamo già parlato. Pani a lievitazione naturale, salumi e formaggi per tutti i gusti, condimenti ricchi e gustosi e un menu ricchissimo di proposte alla quali abbinare una buona scelta di vini o birre. Siamo certi che non rimarrete delusi anche se il conto sarà di circa una decina di euro a testa.

E dopo un panino, non può mancare una buona fetta di torta, meglio se setteveli, meglio se della Pasticceria Cappello che trovate in ben due sedi in città, quella storica di via Colonna Rotta 68 o quella più centrale di via Garzilli 10, dove trovate anche una sala da tè.

Preferite un cocktail fresco perché è pur sempre settembre e fa ancora caldo? Come darvi torto?! Allora vi suggeriamo Costes, il caffè letterario di Villa Costa (viale Lazio – tel. 091307886). Questo posto ci piace più che per la sua offerta gastronomica per il fatto che si trova all’interno di un giardino in piena città. Stare seduti sui divanetti bianchi sorseggiando un aperitivo con una foglia che ti cade svolazzante sulle ginocchia e gli uccellini che cinguettano, dà l’illusione di essere fuori dal caos, finalmente. E a fine giornata, ogni tanto ci vuole.