Marmellata di arance

marmellata di aranceUno dei regali più belli che possano farmi amici e conoscenti è un bel saccone pieno di arance non trattate appena raccolte. No, non è che mi hanno messa in galera e non so come dirvelo. E’ solo che io mi accontento di poco. Cioè poco si fa per dire. Perché quest’anno, a causa di un inverno un po’ bizzarro, le arance “dell’orto” sono diventate una merce rara e dunque molto più preziosa.

Oggi io e IP scherzavamo ipotizzando uno scenario in cui la Sicilia fosse terra fertile per una serie di costosi frutti tropicali ma nella quale non ci fosse più posto per gli agrumi. Sarebbero colture certamente più remunerative rispetto ai pochi centesimi al chilo con i quali vengono pagati i produttori, ma la sola idea di non avere più agrumeti, niente arance, mandarini o limoni, mi ha fatto inorridire.

A casa dei Ladri si va avanti per almeno quattro mesi all’anno con spremute d’arancia a colazione e agrumi per completare almeno un pasto al giorno. Non c’è mango, papaya o lychee che tenga.

E che dire di un dolce profumato agli agrumi?! So che mi capite.

marmellata di arancePer cui quando, finalmente, un paio di settimane fa, un amico si è presentato a casa nostra con una busta piena di arance appena raccolte, gli ho buttato le braccia al collo immaginando già tutta una serie di preparazioni alle quali temevo di dover rinunziare. Cosette prelibate come le scorze candite ricoperte di cioccolato o semplicemente candite, fatte a pezzetti e surgelate in attesa di finire in qualche dolce. O come la torta di arance e mandorle, una delle preferite di IP; o il pandarancio che piace tanto alla mia mamma. Insomma, una parte del prezioso bottino è diventata tutte queste cose. L’altra, opportunamente messa da parte, è stata trasformata in una marmellata d’arance che, credetemi, è buonissima. Per anni abbiamo seguito sempre la stessa ricetta, che prevedeva una lunghissima preparazione, suddivisa in più giorni. Poi, lo scorso anno, cercando alternative più rapide ma promettenti (e che non utilizzassero tonnellate di zucchero), ci siamo imbattuti in una video-ricetta della serie “le conserve di Camilla” che sembrava abbastanza appetibile. La nostra variazione è stata sostanzialmente la riduzione del tempo di cottura e la conseguente introduzione della pectina quale addensante. Il risultato è stato così stupefacente che temevamo di non riuscire ad eguagliarlo quest’anno. E invece per il secondo anno è venuta fuori la migliore marmellata di arance mai mangiata. E siccome la ricetta la possiamo considerare rodata, è venuto il momento di condividerla.

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1.0 from 1 reviews
Marmellata d'arance
 
Ingredienti
  • 1 kg di arance (circa 6)
  • 1 limone
  • zucchero
  • rum
  • mezza bustina di pectina fruttapec 3:1
Istruzioni
  1. Abbiamo usato la polpa a vivo di tutte le arance, tutta la buccia di metà delle arance (compresa la parte bianca) e solo le zeste (cioè la buccia senza la parte bianca) dell'altra metà. Quindi di 6 arance, abbiamo usato: la polpa a vivo di tutte e sei; la buccia a listarelle di tre arance; la buccia in zeste a listarelle di tre arance.
  2. Alla polpa delle arance abbiamo aggiunto la polpa a vivo di un limone, privata dei semi, per aumentare un po' l'acidità. In questo caso è meglio non usare la buccia che è troppo amara.
  3. Per togliere un po' di amaro dalle bucce delle arance le abbiamo bollite per tre volte, partendo da acqua fredda e lasciandole bollire per circa 5 minuti ogni volta, buttando poi l'acqua e ricominciando. Nell'ultima acqua dell'ultima bollitura, abbiamo aggiunto un cucchiaio di zucchero. Ma dopo la bollitura anche quest'acqua va buttata via.
  4. Pesata la polpa delle arance, abbiamo calcolato la metà del peso in zucchero ed abbiamo versato lo zucchero (MENO una 50ina di grammi), nella polpa.
  5. Dopo aver lasciato cuocere per circa 20 minuti la polpa, abbiamo aggiunto le bucce scolate e ripreso la cottura per altri 10 minuti. Il tutto è, a questo punto, ancora molto liquido.
  6. Spento il fuoco, abbiamo atteso che si raffreddasse fino a circa 50 gradi e poi abbiamo aggiunto mezza bustina (13 gr) di pectina fruttapec 3:1 mescolata assieme ai 50gr di zucchero avanzati da prima.
  7. Abbiamo unito anche un paio di cucchiai di rum.
  8. Non aggiungete la pectina alla polpa bollente perché rischiate di dover buttare via tutto. Unitela solo dopo aver lasciato intiepidire.
  9. Rimettete a bollire a fuoco forte per circa 5 minuti.
  10. Togliete dal fuoco, date qualche grossolana frullata col minipimer per amalgamare buccia e polpa ma facendo in modo che rimangano le zeste ben avvertibili.
  11. A questo punto, la marmellata si addensa di colpo, per cui valutate se rimetterla sul fuoco ancora un paio di minuti o meno.
  12. Anche se sembra liquida, potrebbe essere pronta. La prova del piattino lasciato qualche minuto in freezer e sul quale fare cadere una goccia di marmellata può aiutarvi a capire. Se non scivola via ma sta ferma, la marmellata è pronta per essere messa nei barattoli sterilizzati e conservata.

8 thoughts on “Marmellata di arance

    • Gentilissimo Mario, in realtà è più difficile da spiegare che da fare. E’ chiaro che ci vuole un po’ di tempo e pazienza, ma il risultato ripaga dall’impegno.

    • Quando ero ragazzina anche io inorridivo. ma per fortuna i gusti cambiano e adesso mi piace tantissimo. Chissà, magari la nostra ti farebbe cambiare idea… Un bacio grande

  1. Buona!
    Nonostante non sia in zona produzione arance, io comincio con la spremuta mattutina a ottobre-novembre e proseguo finchè ci sono arance in giro. E’ la mia superstizione/vaccino antiinfluenzale preferito (tant’è, son due anni che lo faccio e due anni che mi salvo dai malanni invernali).

    • Mi sembra un rimedio perfetto e sano. Anche noi ne facciamo fuori chili e chili ogni inverno e quelle che non diventano spremuta, le trasformiamo in questa ottima marmellata.

    • Strano, a noi a volte capita il problema opposto, ovvero viene troppo densa. È probabile che dipenda dalla pectina, la 3:1 che usiamo e che richiede poco zucchero, è la più potente in circolazione…

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